L'altro, la differenza

Silvia Fiorentino

in una geografia diffusa della città

Lo scopo del mio progetto è entrare nel vivo del concetto di differenza teoricamente attraverso la cultura come esperienza. La cultura deve diventare di nuovo un luogo di esperienza del nostro essere Dobbiamo innanzitutto iniziare dalla nostra radice, del nostro profondo che ci porta ad un’oscurità sensoriale ed emotiva, deposito di vissuti arcaici. L’altro è la differenza. Il limite genera la differenza come esperienza vissuta nel nostro corpo e non descritta e non concettualizzata dalle pratiche culturali. L’alterità ci porta nell’esperienza del desiderio, quindi anche, automaticamente ad una perdita di noi, ma è l’unica strada per potere attingere ad un racconto di vita a disegnare la nostra vita. Solo se si assume la mancanza a essere come condizione dell’esistenza, il desiderio può divenire un’apertura verso la vita, quindi, creare un processo culturale attivo, che possa essere vissuto, come esperienza e come comunità, coinvolgendo in questo caso la città attivamente, che diventa specchio di noi, tessuto vivo