Vasco Buonpensiere

Sales & Marketing Director Cantiere delle Marche

Il concetto di Altro è certamente uno degli elementi più arricchenti della mia professione. La necessità di adeguare la propria grammatica comportamentale oltre che linguistica, il piacere di imparare come agire in contesti geografici, culturali, religiosi diversi/altri rende il mio lavoro estremamente appagante. Vivo costantemente nell’Altro , sia fisicamente (in tempi normali viaggio circa 180 giorni all’anno in tutto il mondo) che intellettualmente (clienti, consulenti, intermediari etc vengono da ogni parte del mondo) e non ho mai considerato l’Altro come un limite o come una difficoltà, ma – al contrario - sempre come uno stimolo e una possibilità di crescita, anche nelle situazioni più complicate. Grazie all’abitudine a gestire l’Altro, oggi mi viene riconosciuta la capacità di affrontare le diverse problematiche sempre da angolazioni poco scontate. Non ci sono dubbi che questo mi deriva dal confronto costante con modalità Altre (conversare, stare a tavola, negoziare) gestendole sempre in modi diversi ma sempre con obiettivi coerenti.

Ancona è una città immersa nell’Altro e che con l’Altro sviluppa una tensione creativa e culturalmente fertile potenzialmente infinita e spesso inespressa. Ecco, io penso che la Capitale della Cultura debba essere una città che non abbia già espresso tutto il suo potenziale, una città con un capitale monumentale e architettonico sviluppato nel passato (caratteristica peraltro poco distinguente in italia dove la maggior parte delle città possiedono ciò in grande misura) ma una città che dimostri di avere una spinta culturalmente propulsiva da attivare e fare esplodere. Grazie alla nomina di Ancona a Capitale della Cultura, peraltro, gli Anconetani potranno finalmente dare voce a una vocazione che - anche per le caratteristiche proprie dei propri cittadini - è sempre stata trattenuta quasi per non volere peccare di autoreferenzialità.