Lucia Mascino

Attrice

Ancona, Piazza del Plebiscito (detta Piazza del Papa), oggi.
In fondo a destra c'era la casa di nonna Elsa, dove andavo spesso da adolescente per guardare allo sfinimento I ponti di madison County con lei. In alto a sinistra c'era la mediateca dove ho fatto il mio primo provino per il teatro, con Gabriele Vacis. Avevo portato il monologo di Nina del quarto atto del Gabbiano di Cechov: lo dicevo tutto a quattro zampe come se fossi un felino, trasportata dalle prime parole del testo "gli uomini, i leoni, le aquile e le pernici, i cervi dalle ampie corna, le oche, i ragni, i silenziosi pesci abitatori delle acque, le stelle marine e quegli esseri invisibili a occhio nudo, in una parola tutte le vite, tutte le vite, tutte le vite, compiuto un malinconico ciclo si spensero". Non mi hanno presa.

A metà, sulla destra, c'era il Caffè della Piazza dove ho visto esibirsi la poetessa comica Alessandra Berardi e mi era così tanto piaciuta che allora avevo iniziato anch'io a scrivere delle poesie comiche. Se mi impegno sono sicura che un paio di aneddoti su vari angoli di Ancona mi vengono con facilità. Perchè mentre li viviamo quei momenti che ci sembrano niente diventano nel tempo le fondamenta di quello che saremo dopo, da grandi. Ancona per molto tempo è stata casa e di sicuro è stato il luogo di tante mie prime volte.
Sono fiera che sia candidata finalista a Capitale Italiana della Cultura 2022. Il 18 gennaio decideranno la città vincitrice tra le dieci selezionate. Io, Ancona, la voterei a occhi chiusi.